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Galois e le commissioni giudicatrici di concorsi

La seguente citazione è presa da Carl B. Boyer, Storia della Matematica, Oscar Studio Mondadori, 1982.

«All'età di sedici anni Galois era ormai pienamente consapevole di ciò che i suoi insegnanti non erano riusciti a riconoscere: ossia di essere un genio matematico. Sperava, pertanto, di essere ammesso alla scuola che aveva nutrito così tanti famosi matematici, l'Ecole Polytechnique, ma per la sua mancanza di una preparazione sistematica fu respinto. Era soltanto il primo di una serie di amari insuccessi. Nondimeno all'età di diciassette anni il giovane Galois sviluppò le sue scoperte fondamentali in una memoria che mostrò a Cauchy chiedendogli di presentarla all'Académie. Cauchy non solo dimenticò da qualche parte lo scritto, ..., ma addirittura lo smarrì! Ora Galois aveva buone ragioni per odiare non solo gli esaminatori, ma l'intero mondo accademico. L'insuccesso del suo secondo tentativo di entrare all'Ecole Polytechnique aumentò la sua amarezza .... Nel 1830 presentò una memoria al concorso per il premio bandito dall'Académie. Fourier, che a quel tempo rivestiva la carica di segretario dell'Académie, si portò a casa lo scritto di Galois, ma morì poco dopo, e il lavoro andò smarrito. ... Ancora una volta Galois cercò di presentare una memoria all'Académie, questa volta tramite Poisson. Lo scritto conteneva importanti risultati che oggi fanno parte di quella che è conosciuta come la teoria di Galois; ma Poisson, che avrebbe dovuto essere il presentatore della memoria, la restituì a Galois, giudicandola "incomprensibile". ...»

Sappiamo tutti come poi andò a finire...

Oggi, speriamo, non può finire con un duello, e allora perché rattristarsi se qualche commissione non apprezza i nostri lavori?

Luciano Battaia - 02/02/2006